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Dalla sceneggiatura del 2004 all’interesse dei produttori cinematografici, fino ai rifiuti dell’editoria tradizionale. La storia di un’opera difficile da classificare e delle ragioni per cui Thick Skin Books ha deciso di pubblicarla.
Un buon romanzo non è sempre un romanzo facile da pubblicare
Che cosa succede quando un romanzo viene riconosciuto come originale e ben scritto, ma nessuno sembra disposto ad assumersi il rischio?
Prima di arrivare a Thick Skin Books, Sex on Parade di Jeremy W. Williams ha attraversato il mondo dell’editoria tradizionale, incontrando editori, lettori professionali e agenti letterari.
Non è passato inosservato.
È stato letto. Valutato. Apprezzato.
«Originale. Ben scritto. Non fa per noi.»
Un agente letterario è stato ancora più esplicito: «È troppo spinto. Non saprei a chi proporlo.»
In quelle parole si nasconde una delle contraddizioni più interessanti del mercato editoriale: un romanzo può essere considerato valido e, contemporaneamente, troppo rischioso per essere pubblicato.
E il rischio non riguarda necessariamente la qualità letteraria.
Riguarda il pubblico a cui rivolgersi, la collocazione commerciale, le possibili polemiche e le reazioni che un’opera potrebbe suscitare. Talvolta persino le conseguenze sui rapporti professionali.
Ma la storia di Sex on Parade non comincia con questi rifiuti. Comincia molto prima. E in un mondo completamente diverso.
2004: quando Sex on Parade era una sceneggiatura cinematografica
Sex on Parade nasce nel 2004 come sceneggiatura cinematografica, in un’epoca nella quale i reality show stavano trasformando l’intimità in spettacolo e la vita privata in un prodotto televisivo.
Il progetto suscitò l’interesse di diversi produttori cinematografici. Non si trattò soltanto di letture incoraggianti o generiche manifestazioni di curiosità. In due diverse occasioni, le trattative arrivarono a un passo dall’acquisto dei diritti della sceneggiatura.
Entrambe le opportunità sfumarono prima della conclusione degli accordi.
La sceneggiatura non diventò un film.
Ma quell’interesse dimostrava che la storia possedeva qualcosa capace di attirare l’attenzione dei professionisti del cinema: un’idea originale, personaggi fuori dagli schemi e un universo narrativo nel quale spettacolo, sesso, religione e sentimenti entravano continuamente in collisione.
Negli anni successivi, quella storia avrebbe trovato una nuova forma attraverso la scrittura romanzesca.
E proprio nella sua veste letteraria avrebbe incontrato resistenze differenti.
Non è necessariamente una contraddizione: cinema ed editoria rispondono a logiche produttive e commerciali diverse.
È però significativo che un soggetto capace di suscitare un interesse cinematografico tanto concreto abbia poi faticato a trovare una casa editrice.
Il problema di un romanzo che non entra in nessuna categoria
Il mercato editoriale ha bisogno di classificare. Narrativa letteraria, romanzo sentimentale, satira, thriller, erotico, romanzo di formazione.
Le categorie aiutano i librai a organizzare gli scaffali, i distributori a posizionare i titoli e i lettori a riconoscere ciò che cercano.
È un meccanismo comprensibile. Ma non tutti i romanzi si lasciano classificare facilmente.
Sex on Parade mescola alto e basso, satira e tragedia, cinismo e romanticismo. Usa il linguaggio della televisione e della cultura popolare per affrontare questioni che hanno poco a che fare con il semplice intrattenimento.
Al centro della storia c’è un reality show costruito attorno al desiderio, alla competizione e all’esposizione pubblica dei sentimenti.
Una donna. Dodici uomini. Sesso in diretta per intrattenere milioni di spettatori. E un ragazzo di diciotto anni che entra in quel mondo senza possederne gli strumenti.
William Knight è cresciuto in un ambiente rigidamente religioso. È inesperto, ingenuo, impreparato a confrontarsi con un universo nel quale ogni emozione può essere trasformata in spettacolo. Ma proprio la sua presenza finisce per incrinare gli equilibri del programma.
Ed è qui che il romanzo comincia a rivelare la propria natura. Perché dietro la provocazione si nasconde qualcosa di molto diverso da ciò che il titolo potrebbe far immaginare.
Le quattro qualità che abbiamo riconosciuto in Sex on Parade
Quando abbiamo letto il romanzo, non ci siamo chiesti soltanto quali difficoltà avrebbe potuto incontrare sul mercato.
Ci siamo chiesti che cosa avesse da offrire ai lettori. E abbiamo riconosciuto quattro qualità che, soprattutto quando convivono nella stessa opera, consideriamo rare.
1. È irriverente
Sex on Parade non tratta sesso, religione e televisione come argomenti separati.
Li mette continuamente in collisione.
Attraverso la satira e il paradosso, il romanzo mette in discussione l’ipocrisia di una società che condanna pubblicamente ciò che consuma privatamente, che celebra la spontaneità mentre costruisce ogni dettaglio dello spettacolo e che trasforma persino i sentimenti in prodotti da vendere.
Sex on Parade non cerca di essere educato. E soprattutto non pretende di distribuire assoluzioni.
2. È imprevedibile
Le premesse sembrerebbero quelle di una storia scandalosa, grottesca, forse persino farsesca.
Ma il romanzo cambia continuamente prospettiva.
I personaggi sfuggono alle aspettative. Le situazioni apparentemente comiche rivelano conseguenze dolorose. La satira lascia spazio alla vulnerabilità e ciò che sembrava superficiale acquista improvvisamente profondità.
Il lettore entra nella storia pensando di sapere che cosa troverà. E scopre di essersi sbagliato.
3. È profondamente umano
Sotto la superficie provocatoria di Sex on Parade vivono personaggi attraversati da fragilità, paure e contraddizioni.
Persone che desiderano essere amate, riconosciute, accettate.
Persone che sbagliano, si espongono e si difendono come possono.
Il romanzo non le rende necessariamente simpatiche e non pretende di giustificarne ogni comportamento. Fa qualcosa di più interessante: permette al lettore di comprenderle senza obbligarlo ad assolverle.
4. È una straordinaria storia d’amore
Ed è forse questa la qualità più sorprendente.
Dietro il titolo, gli eccessi, la satira e l’ambientazione televisiva, Sex on Parade custodisce una storia d’amore inattesa.
Non un sentimento idealizzato, costruito per rassicurare il lettore. Ma un amore imperfetto, vulnerabile, capace di confrontarsi con le contraddizioni dei personaggi e con un mondo che tende a trasformare ogni emozione autentica in spettacolo.
È un sentimento che emerge dove sembrava esserci spazio soltanto per il desiderio, la competizione e il cinismo. E cambia il significato di tutto ciò che lo circonda.
Questa, per noi, è una delle qualità più preziose del romanzo: riuscire a raccontare qualcosa di profondamente romantico attraverso un universo che sembra aver dimenticato il significato stesso del romanticismo.
Il mercato vuole sapere dove mettere un libro. Noi volevamo sapere dove poteva portarci.
Sarebbe facile trasformare questa storia in una contrapposizione tra un’editoria tradizionale timorosa e una piccola realtà indipendente coraggiosa. Ma sarebbe una lettura semplicistica.
Ogni editore deve confrontarsi con vincoli economici, distributivi e commerciali. Pubblicare significa investire risorse, assumersi responsabilità e cercare lettori. Non tutte le rinunce sono atti di censura. E non ogni romanzo rifiutato è necessariamente un capolavoro incompreso.
Esiste però una differenza tra riconoscere i rischi di un’opera e lasciare che siano soltanto quei rischi a determinarne il destino.
L’editoria indipendente può trovare il proprio senso proprio in questo spazio. Nella possibilità di sostenere progetti che non rispondono alle aspettative più immediate del mercato. Di costruire nel tempo un rapporto di fiducia con lettori curiosi, disponibili a uscire dalle categorie abituali.
Non perché un libro sia controverso deve essere pubblicato. Ma nemmeno dovrebbe essere escluso soltanto perché potrebbe suscitare controversie.
Per noi la domanda non era se Sex on Parade potesse piacere a tutti. Era se avesse qualcosa di importante da raccontare.
E se esistessero lettori disposti ad ascoltarlo.
A entrambe le domande abbiamo risposto di sì.
Una casa per Sex on Parade
A più di vent’anni dalla nascita della sceneggiatura originale, Sex on Parade è finalmente diventato un libro pubblicato.
Non un film mai realizzato. Non un manoscritto conservato in un cassetto. Non un progetto destinato a rimanere sospeso tra apprezzamenti e occasioni mancate.
Un romanzo che può essere letto, discusso, amato, criticato.
Un romanzo che può finalmente incontrare il proprio pubblico.
Non sappiamo se ogni lettore ne apprezzerà l’irriverenza, se ne condividerà lo sguardo sulla società o se troverà condivisibili le scelte dei suoi personaggi.
E non pretendiamo che accada.
Crediamo però che la letteratura debba conservare la libertà di sorprendere, disturbare, commuovere e mettere in discussione le nostre certezze.
Anche quando non è facile da classificare.
Anche quando non offre risposte rassicuranti.
Anche quando sarebbe più semplice lasciarla in un cassetto.
È per questo che abbiamo pubblicato Sex on Parade.
Non perché fosse un libro scomodo. Ma perché, dietro quella scomodità, abbiamo riconosciuto un romanzo che meritava di essere letto.
E abbiamo deciso di aprirgli la nostra porta.

